Ansia e Angoscia
Quando l'ansia smette di essere una reazione utile a un pericolo e comincia a restringere la giornata. La differenza fra ansia e angoscia, e che cosa se ne fa un percorso psicoanalitico.
Dott.ssa Laura Castaldo
Questo è lo spazio dedicato all'approfondimento e alla riflessione. Raccoglie articoli e letture che attraversano alcune forme del disagio, ansia e angoscia, attacchi di panico, depressione, disturbi del comportamento alimentare, ossessioni e dipendenze, insieme ad alcuni temi centrali della psicoterapia e della psicoanalisi: il rapporto con la psichiatria, il sintomo, il desiderio.
Ogni testo nasce dal lavoro clinico nello studio di Napoli e propone una chiave di lettura per avvicinarsi a ciò che si sta vivendo, lasciando spazio alla singolarità di ciascuna esperienza.
Puoi partire dal tema che senti più vicino.
Psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicoanalisi · Iscritta dall'aprile 2016 all'Ordine degli Psicologi della Campania con n. 6960
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Quando l'ansia smette di essere una reazione utile a un pericolo e comincia a restringere la giornata. La differenza fra ansia e angoscia, e che cosa se ne fa un percorso psicoanalitico.
Tachicardia, vertigini, senso di soffocamento e la sensazione di perdere il controllo. Perché la crisi non arriva davvero dal nulla, e che cosa si può leggere in ciò che la precede.
La depressione come risposta a una perdita, di una persona o di un posto nel mondo, e non come un difetto di volontà. Perché se ne parla sempre di più nelle società del benessere.
Anoressia, bulimia e obesità lette come modi di regolare il rapporto con il corpo e con l'altro, prima che come un problema di alimentazione.
Pensieri che si impongono senza controllo, dubbi che non si chiudono, rituali che tengono a bada l'angoscia. Come la psicoterapia guarda al sintomo ossessivo.
Dipendenze da sostanze, ma anche affettive e da tecnologie. Che cosa hanno in comune gli oggetti da cui non si riesce a staccarsi, e perché isolano invece di sostenere.
Che cosa distingue una visita psichiatrica da un incontro con uno psicoterapeuta, e che cosa cambia nel modo di ascoltare il disagio.
Il sintomo come qualcosa che parla, non solo come qualcosa da togliere. Da dove nasce l'idea psicoanalitica del sintomo, da Freud in poi.
Il desiderio non è un capriccio e non è un obiettivo: passa dal riconoscimento dell'altro. Un testo teorico su che cosa significa mettersi in ascolto del proprio.
Gli articoli raccontano alcune di queste difficoltà dal punto di vista di chi le attraversa. Se vuoi vedere come vengono affrontate in un percorso, ogni area ha una pagina dedicata.
preoccupazione anticipatoria costante, tensione, irritabilità, difficoltà di concentrazione, ansia sociale, disturbi del sonno
crisi improvvise e intense, tachicardia, sensazione di soffocamento, paura di perdere il controllo, evitamento dei luoghi associati alle crisi
tristezza persistente, perdita di interesse, senso di vuoto, stanchezza, calo di motivazione
restrizione, abbuffate, condotte di compenso, pensiero continuo su peso e forme, rapporto conflittuale con il corpo
pensieri intrusivi ricorrenti, dubbi insistenti, bisogno di controllare o verificare, rituali, ruminazione
perdita di controllo, craving, gioco d'azzardo, uso problematico di social o sostanze, dipendenza affettiva
conflitti ricorrenti, difficoltà a fidarsi, distanza emotiva, solitudine dentro legami importanti, dipendenza affettiva
Per una panoramica completa delle aree e dei percorsi puoi vedere la pagina: Servizi
Ci si può rivolgere a uno psicologo anche partendo da una domanda ancora poco definita. Un primo colloquio aiuta a mettere a fuoco ciò che sta succedendo, quanto incide sulla vita quotidiana e se può essere utile iniziare un percorso.
Lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria: può formulare una diagnosi medica e prescrivere farmaci. Lo psicologo non è un medico e non prescrive farmaci: lavora attraverso il colloquio e la relazione clinica e, quando è anche psicoterapeuta, conduce percorsi di psicoterapia. Le due figure non sono alternative e in alcune situazioni collaborano: un percorso psicoterapeutico può accompagnarsi a una terapia farmacologica seguita dal medico. Se nel corso del lavoro emerge l'utilità di una valutazione medica, se ne parla apertamente.
Accompagnando un lavoro di comprensione del disagio: dare un nome a ciò che si vive, riconoscere ciò che si ripete e trovare modi più consapevoli di stare nelle relazioni e nelle scelte, attraverso un percorso clinico costruito sulla tua storia.
Ogni incontro dura circa 50 minuti. Non esiste una frequenza predeterminata, spesso un incontro alla settimana è sufficiente. La cadenza viene definita nei primi colloqui e può essere rivista nel tempo, e fa parte del lavoro terapeutico.
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